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Punzone di Ginevra Stampa E-mail
Scritto da Antonio Ciardo   
Sabato 01 Novembre 2008 15:32

Punzone di Ginevra
Forse una delle certificazioni più ambite.


La certificazione che più di tutte fa sentire importante il proprietario dell'orologio il cui movimento è certificato ...


Andiamo a scoprire cosa si cela dietro al Punzone di Ginevra

L'Origine

Sin dal 1850, le contraffazioni e gli abusi da parte di alcuni fabbricanti poco scrupolosi, sia svizzeri che stranieri, danneggiano il prestigio internazionale dell’orologeria ginevrina. Su richiesta della società degli orologiai (Société des Horloger), fondata nel 1783, il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra, istituisce, il 6 novembre 1886, un ufficio di controllo facoltativo degli orologi ginevrini (Bureau de controle facultatif des montres de Genève) la cui missione è quella di tutelare la denominazione *Genève* allora apposta sui movimenti.

Sigillo di PiomboQuesto organo di controllo, con sede presso la scuola d’orologeria di Ginevra ha il compito di appore il “Punzone Ufficiale” dello stato sugli orologi presentati unicamente da fabbricanti che risiedono nel cantone di Ginevra. Rilascia inoltre certificati d’origine in conformità con i requisiti tecnici dettati dal regolamento. Nonostante sia stato più volte modificato (ultima modifica nel 1993), il regolamento del punzone di Ginevra definisce, per gli orologi meccanici, uno standard di qualità particolarmente vincolante in termini di buona esecuzione di tutte le parti del calibro, comprese quelle dei meccanismi aggiuntivi. Il punzone può essere rilasciato solo se vengono soddisfatte appieno dodici condizioni specifiche che garantiscono la precisione, l’affidabilità, la bellezza e la levigatura del meccanismo. A continuazione della lunga tradizione dei maestri orologiai di un tempo (i Cabinotiers), il Punzone di Ginevra certifica la qualità eccezionale della realizzazione e fabbricazione degli orologi.

Il Punzone di Ginevra è oggi considerato come una delle garanzie di origine, di qualità di precisione, di durata e di savoir-faire. Ma se il Punzone di Ginevra è un marchio molto ricercato nell’alta orologeria, non tutti possono avere accesso a questa cerchia esclusiva di manifatture in grado di ottenerlo.

Il movimento, esclusivamente meccanico, deve essere stato per lo meno assemblato e regolato nel cantone di Ginevra.

Ogni calibro deve rispondere a 12 criteri tecnici previsti dal regolamento che determinano la realizzazione, le caratteristiche, la qualità della fabbricazione e le finiture.

Il calibro deve inizialmente essere approvato e omologato dagli otto membri accreditati dalla Commissione dell’Ufficio di Controllo dello Stato di Ginevra dipendente da Ministro della Pubblica Istruzione.

I dodici criteri per ottenere il Punzone di Ginevra

  1. I componenti in acciaio devono avere gli angoli levigati, i fianchi rifiniti a mano e le superfici visibili smussate. Le teste delle viti devono essere lucidate o cerchiate (bordo e taglio smussati).

    Queste operazioni permettono di ridurre gli sfregamenti ed evitano che residui di limatura possano cadere all’interno dei movimenti, garantendo in questo modo una durata maggiore al prodotto.

  2. Qualsiasi movimento deve essere dotato di rubini con fori levigati sia per il ruotismo che per lo scappamento. Per quanto riguarda il ponte, le pietre devono essere “mi-glace” (a forma di oliva) e i bordi levigati.

    La finitura delle pietre consente una migliore distribuzione dell’olio, garantendo così una maggiore durata dei componenti.

  3. La spirale deve essere fissata ad una piastra a cursore con pitone a testa e collo arrotondati.

    Il rispetto di questa condizione, di complessa realizzazione tecnica, consente di ottenere una centratura più precisa della spirale e, di conseguenza, una migliore regolazione.

  4. Le racchette regolate e scomposte sono ammesse con un sistema di guardia.

    In caso di colpi questo sistema impedisce alla racchetta di spostarsi. Non vi è dunque nessuna conseguenza sulla regolazione.

  5. Gli organi regolatori con bilanciere a raggio di rotazione variabile sono ammessi.

  6. Le ruote del treno devono essere smussate sopra e sotto e avere bordi levigati. Per le ruote il cui spessore è inferiore o uguale a 0.15 mm. , è tollerato lo smusso da una sola parte (lato ponte).

    Questo criterio di finitura garantisce una durata maggiore ai componenti.

  7. Gli alberi e le superfici dei pignoni devono essere levigati.

    Queste operazioni consentono di ridurre gli sfregamenti ed evitano che nel movimento possano cadere residui di limatura, assicurando così una durata maggiore al prodotto.

  8. La ruota di scappamento deve essere leggera, lo spessore non deve superare 0.16 mm per i grandi calibri e 0.13mm per quelli al di sotto dei 18 mm. I piani di riposo devono essere lucidati.

    La riduzione del peso della ruota scappamento influenza la sua inerzia, riducendone l’impatto sulla regolazione.

  9. Il rocchetto e la ruota corona devono essere realizzati conformemente ai modelli depositati.

    La qualità estetica di queste finiture richiede un savoir-faire che poche manifatture orologiere possiedono.

  10. Sono accettati i movimenti dotati di dispositivi antiurto.

  11. Le molle a filo non sono ammesse.

    Questo vincolo conferisce al movimento una qualità estetica superiore.

  12. La delimitazione dell’angolo percorso dall’ancora deve essere realizzata con due arresti fissi, senza utilizzare coppiglie o perni.

    Questo vincolo garantisce una migliore qualità di regolazione e quindi di precisione.

La Certificazione

Ogni orologio dotato di un calibro certificato con il Punzone di Ginevra è obbligatoriamente accompagnato da:

  • Il certificato di garanzia;
  • Il manuale d’uso
  • Il certificato di origine numerato individualmente, compilato a mano, che attesta che il movimento ha superato tutti i test richiesti dall’Ufficio di controllo facoltativo degli orologi di Ginevra.
  • Il sigillo di piombo ornato dal Punzone ufficiale dello stato di Ginevra

Il calibro deve essere obbligatoriamente contrassegnato dal Punzone di Ginevra.

 

 

Source: Vacheron Constantin Press Lounge